Pearls of Africa
Ci sono parole semplici che racchiudono
significati immensi:
CASA è una di queste
A Wakitaka, nel distretto di Jinja, Plastic Free porta avanti Pearls of Africa, il progetto nato per costruire la prima Plastic Free Children’s Home in Uganda: non soltanto una casa, ma un luogo sicuro in cui accogliere bambini cresciuti in condizioni di grande fragilità, accompagnarli nella loro crescita e offrire loro istruzione, cura e nuove opportunità.
Il progetto nasce dall’incontro con una realtà dove andare a scuola, avere un’alimentazione adeguata e vivere in un ambiente sicuro, non sono condizioni sempre garantite.
È in questa storia che incontriamo Juma, l’uomo che, pur senza disporre di tutte le risorse necessarie, aveva già scelto di prendersi cura dei bambini, accogliendoli e offrendo loro ciò che poteva prima dell’arrivo del sostegno di Plastic Free.
A seguire il progetto da vicino e a rappresentare il legame con Plastic Free c’è Silvia, Global Strategy Director di Plastic Free e nostro contatto diretto con Pearls of Africa. Con coraggio e determinazione ha scelto di raggiungere personalmente l’Uganda, incontrando Juma e i bambini, e conoscendo da vicino una realtà che, fino a quel momento, avevamo potuto seguire soltanto da lontano.
Quel viaggio ha dato volti, voci e quotidianità a Pearls of Africa, trasformando ciò che avevamo conosciuto a distanza in una realtà profondamente concreta e vicina.
Oggi quel percorso ha raggiunto traguardi importanti:
la Plastic Free Children’s Home è ufficialmente riconosciuta e autorizzata,
e ai bambini in età scolare è stato garantito l’accesso all’istruzione.
Ma Pearls of Africa guarda
ancora più lontano
L’obiettivo è garantire continuità educativa, alimentazione, acqua sicura, igiene e assistenza sanitaria, accompagnando i bambini anche attraverso un percorso di educazione ambientale, affinché la cura delle persone e quella del territorio possano crescere insieme.
Una casa, quindi, non pensata soltanto come riparo, ma come possibilità.
La possibilità di crescere protetti, di studiare, di essere accompagnati e, un giorno, di avere gli strumenti per costruire autonomamente il proprio futuro.
Una pietra. Una parola.
La famiglia Moramarco ha scelto di credere in Pearls of Africa sin dai suoi primi passi e di sostenerne economicamente la nascita.
Un legame iniziato con Silvia, quando il progetto era ancora agli esordi e cresciuto insieme alla sua evoluzione.
Oggi scegliamo di condividerlo, perché è anche attraverso il racconto che un progetto può raggiungere nuovi sguardi, creare consapevolezza e trasformare la vicinanza in un aiuto concreto.

Quando abbiamo saputo che Silvia sarebbe partita per l’Uganda, abbiamo desiderato affidarle qualcosa che potesse rendere tangibile questo legame, un simbolo capace di unire due luoghi lontani. Abbiamo così pensato alla pietra.
Non per caso.
Qui, a I Luoghi di Pitti, ce n’è una che da tempo racconta il nostro modo di intendere il rapporto con i luoghi. È stata realizzata dallo scultore pugliese Vito Maiullari e porta incisa una frase:
“Qui anche le pietre parlano”
Una frase che appartiene alla nostra storia e alla nostra terra, dove la pietra non è soltanto materia, ma memoria, identità e voce.
Proprio da quella pietra custodita qui è nata l’idea di affidare allo stesso artista un nuovo segno, pensato questa volta per Pearls of Africa.
Abbiamo chiesto a Vito di lavorare due nuove pietre, simili tra loro e nate dalla stessa materia. Su un lato, una sola parola: CASA. Sull’altro, il segno del luogo da cui quella storia sarebbe partita: I Luoghi di Pitti.
Una pietra avrebbe viaggiato con Silvia fino in Uganda. L’altra sarebbe rimasta qui, in Masseria.
Due pietre nate dalle stesse mani e segnate dalle stesse parole, destinate a vivere a migliaia di chilometri di distanza e, proprio per questo, a creare un legame tra i due luoghi.
La distanza, per qualche istante, è scomparsa
Silvia ha portato quella pietra fino a Juma e ai bambini di Pearls of Africa e attraverso una videochiamata abbiamo potuto assistere alla sua consegna.
Dall’altra parte dello schermo c’erano mani che stringevano quella pietra, volti, sorrisi e una parola italiana arrivata così lontano dal luogo in cui era stata incisa.
In quell’istante, quella parola ha assunto un significato ancora più profondo.

Casa dovrebbe significare
protezione, cura, appartenenza
Ma non è una certezza per tutti
Ed è qui che il senso di Pearls of Africa diventa concreto: contribuire affinché, per questi bambini, casa possa significare davvero sentirsi accolti, protetti e accompagnati verso il proprio futuro.
Forse è proprio questo il senso di quel “Qui anche le pietre parlano”: custodire le tracce dei luoghi da cui provengono, delle mani che le hanno lavorate e delle persone che incontrano lungo il loro cammino.
E, qualche volta, riescono a portare una storia molto più lontano di quanto avremmo immaginato.
Una storia che deve continuare
Raccontiamo questa storia non per celebrare ciò che abbiamo fatto, ma perché il viaggio di quella pietra non avrebbe alcun significato se terminasse qui.
Pearls of Africa è un progetto vivo.
Un progetto che ha bisogno di continuità, di persone che scelgano di conoscerlo e di altre che decidano di sostenerlo.
Per questo oggi scegliamo di mettere anche il nostro spazio al servizio del suo racconto.
Se questa storia è arrivata fino a voi, vi invitiamo a scoprirla oltre queste parole.
A conoscere Pearls of Africa. A conoscere il lavoro di Plastic Free in Uganda.
E, se lo vorrete, a contribuire direttamente al suo futuro.
Grazie
A Silvia, per la tenacia, la dedizione e la generosità con cui ha scelto di essere presente accanto ai bambini di Pearls of Africa, dando vita ad una realtà meravigliosa e tangibile.
A Juma, per essersi preso cura dei bambini quando le risorse erano poche, trasformando un gesto personale di accoglienza nel primo passo di una storia molto più grande.
A Matteo, per aver creduto nel progetto sin dall’inizio e averne riconosciuto immediatamente il valore.
A Pasquaeleonora e Domenico, per aver alimentato questa visione e seguito con cura ogni passaggio del viaggio di Silvia e del legame costruito tra I Luoghi di Pitti e Pearls of Africa.
A Vito, per la stima e l’affetto di sempre e per aver dato forma, attraverso le sue mani, alle pietre simbolo di questa storia;
A Plastic Free, per tutto ciò che fa quotidianamente e per il lavoro con cui continua a costruire possibilità, protezione e futuro.